Nella sala è esposto il pregevole "Paliotto della Beata Giulia" in teletta d’argento dipinto e ricamato, di manifattura toscana e databile fra la fine del XVII e i primi decenni del XIX secolo.
Il paliotto, su fondo in gros de Tours di seta bianca, è ricamato con una fitta rete di tralci a motivi vegetali e floreali che converge al centro dove, cinto da perle con il profilo dentellato, è applicato un medaglione in taffettà di seta bianca su cui è l’Ascensione della Beata Giulia sorretta in volo da due angeli.
Il pregiato manufatto, in origine ornamento dell’urna con il corpo della Beata Giulia, dopo quindici anni di certosino restauro, per via delle pessime condizioni conservative, incauti restauri e la fragilità dei materiali, nel 2019 è rientrato in Museo in occasione della mostra Devozione e testimonianze artistiche per beata Giulia, voluta dalla Propositura di san Tommaso Apostolo a settecento anni dalla morte e a duecento anni dalla beatificazione di Giulia da Certaldo.
Fra i paramenti liturgici esposti si ricordano inoltre il parato composto da due tonacelle, un piviale e una pianeta in velluto cesellato di seta su teletta d’argento, risalente alla seconda metà del secolo XVI, lavorato a motivi del fiore di cardo e del melagrana, secondo un modello molto in voga a Firenze dopo l’arrivo dalla Spagna di Eleonora da Toledo, moglie di Cosimo I de’ Medici.
