
Anno di nascita: 1305 - Anno di morte: 1581
Originari di Colle di Val d'Elsa, i della Rena si risultano inurbati a Firenze fin dai primi anni del XIV secolo: riconsciuta la loro cittadinanza, fra il 1305 e il 1527 i membri della famiglia ricoprirono per tre volte la carica di gonfaloniere di giustizia e per diciotto volte quella del priorato .
Il nome dei Della Rena venne a legarsi a quello di Certaldo, e a quello della beata Giulia, nei primi decenni del Seicento in seguito alla comparsa e conseguente divulgazione di un manoscritto dal titolo Storia della guerra di Semifonte di Messer Pace da Certaldo, opera le cui notizie – si sosteneva - erano desunte da un manoscritto originale il quale trattava "dell'horigine e della discendenza della loro famiglia [quella di Messer Pace da Certaldo], oggi detta Della Rena di Messer Pace" .
Sull'autenticità del manoscritto si cominciarono a nutrire dubbi fin dal XVII secolo, specie da parte dei più accorti eruditi che non mancarono di rilevare nel manoscritto numerose incongruenze filologiche e una scrittura falsata .
Critiche furono poi alcune autorevoli voci dei secoli successivi, fra le quali quella di Emanuele Repetti (1843) che attribuiva la redazione della Storia all'antiquario nonché Capitano Cosimo della Rena; dello stesso avviso lo storico Robert Davidsohn (1896) che indicava in Piero di Giulio della Rena l'autore della Storia della Guerra di Semifonte e il 1625 quale anno della sua possibile compilazione, giusto tre anni prima l'emanazione del Decreto in cui il Magistrato Supremo concesse ai della Rena di poter aggiungere al proprio cognome quello "di Messer Pace" .
La creazione di questo falso, come è stato notato, si inserisce in quella "temperie [che] intorno al ‘600 portava famiglie di recente o non ancora consolidata nobiltà a cercare di cambiare questa condizione approfittando del mutato spirito pubblico, affermandosi il regime mediceo ducale a danno dell’ideologia repubblicana" .
L'intento era chiaro: nobilitare le origini della famiglia legando i Della Rena alla mitica fondazione di Semifonte e, soprattutto, a quella del suo rappresentante più illustre, il "dominus Scoto", ultimo signore di Semifonte e primo firmatario della lista dei giuranti la sottomissione a Firenze (1202) .
Tale operazione, alla quale non dovette essere estraneo neppure Raffaello, fratello del capitano Piero della Rena, permise ai "Della Rena di Messer Pace" di distinguersi definitivamente da un secondo e diverso ramo della famiglia, anch'esso presente da secoli in Firenze, e di ottenere in seguito l'iscrizione alla nobiltà fiorentina (1752) .
In questa strategia di rilancio sociale venne ad inserirsi, sul piano locale, la rivendicazione di una discendenza dei Della Rena dalla beata di Certaldo: ne dovettero essere promotori gli agostiniani Renuccio della Rena, patrocinatore del riallestimento (1580) dell'altare della beata presente nella chiesa dei Santi Michele e Iacopo di Certaldo e Giulio di Tommaso della Rena, priore del convento certaldese, fondatore della chiesa dell'Annunciazione di Maria Santissima (1620) realizzata accanto alla chiesa canonica per dare una sede consona e stabile alla compagnia laicale dedicata alla Madonna della cintola fondata nel 1581 da padre Renuccio presso l'altare della beata Giulia .
Riferimenti archivistici: SIUSA, Della Rena ramo di Geri di Simonetto; Bibliografia specifica: Repetti, 1843, p. 242; ; Giorgetti, 1897 p. 269; Dini, 1902, pp. 56-61; De Angelis, 2010; Merlini, 2020, p. 58