Beata Giulia che salva il bambino dalle fiamme; il miracolo dei fiori freschi, le esequie della beata Giulia; il miracolo del cavaliere salvato dalle acque di un fiume

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La predella, raffigurante quattro miracoli della beata Giulia, è la più antica opera che testimonia il culto per la beata certaldese; il dipinto è conservato nella chiesa dei Santi Iacopo e Filippo e orna la nicchia – posta lungo la parete destra - in cui è esposta l'urna che contiene i resti mortali della beata.

Il dipinto fu realizzato alla fine del Quattrocento da un pittore fiorentino che la critica, in ragione di caratteri stilistici, ritiene possa essere identificato con Giovanni di ser Giovanni (detto lo "Scheggia"), fratello del grande Masaccio.

Nella predella il pittore fu chiamato a narrare per immagini alcuni dei miracoli che la tradizione – a cento anni dalla morte della beata (1367) – attribuiva a Giulia: la lettura inizia da sinistra dove è narrato il Miracolo del bambino salvato dalle fiamme per intercessione delle preghiere della beata; a seguire è il Miracolo dei fiori freschi che Giulia era solita donare ai fanciulli di Certaldo i quali, in ogni stagione dell'anno, si recavano alla sua cella per offrirle il pane di cui essa si nutriva; seguono le Esequie della beata alle quali, insieme ai frati agostiniani (con il saio nero tipico dell'ordine), partecipano storpi e malati: a questo proposito è importante ricordare come gli agostiniani divennero i rettori della chiesa dei Santi Michele e Iacopo solo cinquanta anni dopo la morte di Giulia; la loro presenza in questa scena va letta in senso "propagandistico", intesa a sottolineare agli occhi dei fedeli il ruolo svolto dai frati nella promozione del culto per la beata che veniva nel contempo assunta in seno all'ordine.

L'ultimo episodio narra del Salvataggio di un cavaliere dall'annegamento in un fiume, miracolo avvenuto dopo la morte della beata: fra tutti gli episodi, come è stato notato, è quello raccontato con maggiore ricchezza di particolari e dove spicca l'ambientazione realistica del paesaggio dalle brulle colline che rimanda a quelli più tipici della Valdelsa.

Bibliografia specifica
Proto Pisani, 2001, pp. 13-14
Devozione e testimonianze, 2019-2020.

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1119 Ugo de Payns (1070 ca. - 1136), feudatario della Cahmpagne, fonda l'ordine monastico-militare dei Cavalieri del Tempio con sede a Gerusalemme (i Templari). L'ordine viene approvato nel 1128 da papa Onorio III

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1164 - Prima menzione documentata di Certaldo

1164: risale a questo anno il diploma con il quale l'Imperatore Federico I di Svevia (detto il "Barbarossa") conferma al conte Alberto di Prato (Alberto IV) diritti e proprietà su una cospicua serie di località, fra le quali Certaldo. E' questa la prima menzione documentata di Certaldo. Bibliografia specifica Ceccarelli Lemut, 1996, pp. 198-202